La vita di Giacomo Ferrari

Nasce il 5 novembre 1887.

Entra giovanissimo nel movimento socialista. Frequenta il Liceo Classico "G. Romagnosi" e supera la maturità con la licenza d'onore. Si laurea a Torino nel 1912 in ingegneria. Partecipa alla Iª guerra mondiale. Nel 1922 con Picelli e Corazza è sulle barricate dell'Oltretorrente. Perseguitato dal regime fascista è costretto ad emigrare in Francia. Rientra nel 1936 a Parma e nel 1942 si iscrive al Partito Comunista. L'8 settembre 1943 è fra i primi ad organizzare la Resistenza nel parmense. Opera col nome di "Arta" nella zona di Neviano degli Arduini e di Bosco di Corniglio. Dopo il 25 aprile 1945 è Prefetto di Parma, viene poi eletto membro della Costituente e successivamente Ministro dei Trasporti e in seguito Vicepresidente al Senato della Commissione Lavori Pubblici e Trasporti. E' Sindaco di Parma dal 1951 al 1963. Dopo due legislature come Senatore si ritira dalla vita politica ufficiale.

Muore il 22 agosto 1974. Tutta la sua vita è improntata a soddisfare i bisogni popolari e si pone come esempio ai giovani a cui affida il compito di continuare a migliorare l'opera di chi li ha preceduti, superando le chiusure di parte per puntare su un impegno operativo. Gli ideali Adolescente, è sensibile alle faticose condizioni di vita di operai e contadini e alle idee del nascente movimento operaio. Studente, comprende l'importanza fondamentale dello studio e dell'impegno primario di saper compiere il proprio dovere se si vuole operare per il bene della società.

Giovane ingegnere, partecipa alla guerra per dovere, pur considerando quel conflitto inutile e ingiusto. Da partigiano, trasmette ai giovani il messaggio della necessità di un impegno continuo contro le ingiustizie e le sopraffazioni. Membro della Costituente, è fra i sostenitori della necessità dell'inserimento nella Costituzione dell'art. 11, in cui si ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Come ministro e senatore mantiene il suo tratto caratteristico di autentico democratico e intrattiene rapporti di rispetto e di stima anche con avversari politici. Quale sindaco, prende a cuore i problemi dei lavoratori e i loro bisogni culturali, preoccupandosi quindi dell'edilizia scolastica, della fondazione del Museo Glauco Lombardi e dell'Istituto di Studi Verdiani.


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